Consegnato oggi 16 ottobre dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il premio St-Vincent di giornalismo

Il senatore a vita Giulio Andreotti e Guido Ingrao, figlio di Pietro Ingrao, hanno ricevuto questa mattina a Roma, dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il 60° "Premio Saint-Vincent di giornalismo".

Tony Capuozzo, Emilio Carelli, Paolo Rumiz, Claudio Pagliara, Rosaria Capacchione, Fiorenza Sarzanini, Olivo De Leon e Maurice Le Moine: queste le altre personalità che oggi al Quirinale hanno ricevuto le grolle d'oro del 60° Premio Saint-Vincent di giornalismo.

Si aggiungono a questi nomi quelli di Massimo Gramellini, che ha ricevuto il "Premio per la Comunicazione della Regione Autonoma Valle d'Aosta" per la sua rubrica "Buongiorno" su La Stampa; Livio Forma, premiato con la "Targa d'Argento dell'Associazione stampa valdostana", e Mario Pogliotti, a cui è andato il "Premio Ordine giornalisti Valle d’Aosta".

La cerimonia si è tenuta al Quirinale in occasione della celebrazione della Giornata dell'informazione, alla quale hanno partecipato i promotori ed i vincitori dei vari premi giornalistici che vedono l'adesione della presidenza della Repubblica.

Sono intervenuti il presidente dell'ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, il presidente del Premio Gaspare Barbiellini Amidei, Federico Barbiellini Amidei in rappresentanza dei premi di più recente istituzione, ed il Presidente della Regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin.

«Voi tutti, signore e signori premiati - ha esordito il presidente Napolitano -, siete nell'insieme come un grande specchio della ricchezza di talenti e di percorsi su cui si è fondata e si fonda lo sviluppo, il prestigio del giornalismo italiano. Ed è nella qualità dell'impegno e del lavoro di ogni giornalista, nella professionalità, nel rigore, nell'equilibrio, nel tranquillo coraggio di chi si dedica a questo impegno, a questo quotidiano lavoro, è qui il maggior presidio della libertà e del ruolo della stampa e dell'informazione».

«Voi mi consentirete - ha aggiunto -, a conclusione di una settimana imprevedibilmente densa che mi ha visto impegnato in più occasioni di intervento pubblico, di non soffermarmi, anche per senso della misura, su temi generali di carattere politico-istituzionale, compresi quelli evocati dal presidente Del Boca che vivamente ringrazio.

Egli ha detto dei tempi difficili che vivono i giornalisti in Italia e nel mondo occidentale per effetto di accelerate trasformazioni tecnologiche, di ricadute della crisi finanziaria ed economica globale e di processi di più lungo periodo di ristrutturazione del potere economico anche in campo editoriale. Del Boca ha accennato a tutto ciò insieme, naturalmente, alla sanzione costituzionale delle libertà di espressione e anche al "buon uso della libertà" da parte dei giornalisti.

Si tratta di questioni - ha proseguito Napolitano - che richiedono analisi e verifiche attente, anche in sedi europee e non in riferimento a un solo paese, e che richiedono proposte comprensive di indubbie necessità di innovazioni normative, oltre che di evoluzioni delle prassi e dei costumi.

In chiusura di intervento, il presidente della Repubblica ha affermato che «per quel riguarda l'articolo 278 del Codice penale (vilipendio a Capo dello Stato, ndr), non toccato per altro dalla riforma dei reati di opinione di pochi anni fa, chiunque abbia titolo per esercitare l'iniziativa legislativa può liberamente proporne l'abrogazione. Giudichino poi i cittadini che cosa è libertà di critica - e che cosa non lo è - nei confronti di istituzioni che dovrebbero essere tenute fuori della mischia politica e mediatica».